Periodo
XVII secolo (gestazione) — XIX-XX secolo (sviluppo pieno).
Origine
Europa occidentale (Francia, Inghilterra, area germanica).
Figure principali
Éliphas Lévi, Papus (Gérard Encausse), MacGregor Mathers, Aleister Crowley, Dion Fortune.
Contesti istituzionali
Hermetic Order of the Golden Dawn (1888), Ordo Templi Orientis, Astrum Argenteum, Society of the Inner Light.

Definizione

Per Kabbalah esoterica occidentale (anche detta Cabala ermetica, Cabala occulta, Qabalah) si intende la rielaborazione non ebraica e non cristiana dei materiali cabalistici operata principalmente dall'occultismo ottocentesco e novecentesco. È una tradizione tardiva e composita, che integra l'eredità della Kabbalah cristiana rinascimentale con l'ermetismo, l'astrologia, l'alchimia, la magia cerimoniale e — innovazione propriamente moderna — i tarocchi.

Origine storica

La Kabbalah esoterica occidentale ha la sua matrice nella corrente cabalistica cristiana del Rinascimento, ma si emancipa dal contesto cristiano nel corso del XIX secolo, in connessione con la rinascita dell'occultismo francese.

Figura iniziale e decisiva è Éliphas Lévi (Alphonse-Louis Constant, 1810-1875), ex seminarista cattolico, che con il Dogme et rituel de la haute magie (1854-1856), la Histoire de la magie (1860) e La clef des grands mystères (1861) ricostruisce in chiave organica una "tradizione magica universale" centrata sulla Cabala. È a Lévi che risale la sistematica corrispondenza tra le 22 lettere dell'alfabeto ebraico e i 22 Arcani Maggiori dei tarocchi, corrispondenza assente sia nella tradizione ebraica che nella Kabbalah cristiana.

Sull'opera di Lévi si innesta, nell'ultimo trentennio dell'Ottocento, la fioritura dell'occultismo francese: Papus (Gérard Encausse, 1865-1916) con la Kabbale (1892), Stanislas de Guaita con il Serpent de la Genèse. In ambito britannico, la fondazione dell'Hermetic Order of the Golden Dawn nel 1888 da parte di William Wynn Westcott, MacGregor Mathers e William Robert Woodman segna il momento più sistematico di codificazione della Kabbalah esoterica occidentale come tecnica di sviluppo iniziatico.

La Golden Dawn elabora un sistema in cui ogni grado iniziatico corrisponde a una Sefirah dell'Albero della Vita, e in cui la Cabala fornisce la cornice in cui sono integrate magia cerimoniale, divinazione tarologica, alchimia simbolica, evocazione angelica. Sulla scia della Golden Dawn, si svilupperà nel Novecento la magia cerimoniale di Aleister Crowley (1875-1947) e l'opera di Dion Fortune (1890-1946), in particolare The Mystical Qabalah (1935), che resta uno dei testi di riferimento di questa tradizione.

Caratteristiche distintive

  • Carattere magico-operativo: a differenza della Kabbalah ebraica e di quella cristiana, la Kabbalah esoterica occidentale è prevalentemente una tecnica iniziatica e rituale, finalizzata al lavoro magico individuale.
  • Integrazione con i tarocchi: l'identificazione di Arcani Maggiori e lettere ebraiche è una costruzione moderna assente nelle fonti ebraiche, ma centrale nella tradizione occultista.
  • Sincretismo: vi confluiscono elementi egizi (reali o supposti tali), greco-ermetici, cristiani esoterici, indiani.
  • Trasposizione moderna: l'apparato dottrinale, soprattutto nella Golden Dawn e successori, è strutturato in funzione di un percorso iniziatico individuale di tipo "psico-spirituale", spesso letto in chiave junghiana nel Novecento.

Confusioni più comuni

La Kabbalah esoterica occidentale è la più diffusa nel mercato editoriale contemporaneo dedicato all'esoterismo, e di conseguenza è la più frequentemente confusa con le altre due Kabbalah. Le distinzioni essenziali:

  • Non è la Kabbalah ebraica. Lo afferma chiaramente la Kabbalah ebraica stessa, che la considera una rielaborazione esterna alla propria tradizione. Le pubblicazioni che presentano l'opera di Lévi, della Golden Dawn o di Dion Fortune come "la Kabbalah" tout court inducono in errore.
  • Non è la Kabbalah cristiana del Rinascimento. Quella aveva un fine apologetico cristiano; la Kabbalah esoterica occidentale ha un fine magico e iniziatico, in molti casi esplicitamente non cristiano.
  • Le sue corrispondenze (lettere-tarocchi, Sefirot-pianeti, ecc.) sono codificazioni moderne, non eredità diretta delle fonti antiche. Hanno valore all'interno del sistema che le ha codificate, ma non possono essere retroproiettate sulla tradizione ebraica.